SCARPELLINI CORSINI ALEMANNO – BASTA CEMENTO IN X MUNICIPIO

 

CINECITTA’ BENE COMUNE occupa simbolicamente l’Assessorato all’Urbanistica di Corsini

 

Martedì 13 Marzo Cinecittà Bene Comune ha occupato simbolicamente l’assessorato all’urbanistica di Roma  Capitale presieduto dall’Assessore Corsini sul tema della centralità di Romanina.

Il territorio del X Municipio non ha bisogno della centralità di Romanina, l’ennesima speculazione ai danni della città, già pesantemente afflitta da innumerevoli problematiche inerenti la mobilità, la cementificazione, la carenza di servizi e l’emergenza abitativa.

Gli incontri tematici sulla Centralità della Romanina organizzati recentemente dall’assessorato all’urbanistica che si sono svolti nel X Municipio, in cui è stato presentato il progetto del costruttore Scarpellini, hanno rafforzato la nostra idea sulla inaccettabilità ed insostenibilità dell’attuale proposta che la proprietà ha presentato agli uffici del Comune di Roma.

Non abbiamo capito infatti perché la Centralità della Romanina non possa essere servita da un prolungamento della attuale linea A della metropolitana e perché ci sia bisogno di un raddoppio delle cubature, proposto con due memorie di Giunta dall’Assessore Corsini.

Se nel NPRG ( Nuovo Piano Regolatore Generale) di Roma del 2008 la Centralità si sosteneva con 1.129.000 mc (e la proprietà non aveva avanzato obiezioni) ora perché ne servono 1.920.000 ?

Si potrebbe pensare che ciò serva per portare migliori infrastrutture e servizi. Invece così non è!

La Superficie utile concessa al privato passa invece dal 34% al 95%, con l’insediamento abitativo previsto (per circa 10700 persone) che passa dal 20% al 66% !

Il raddoppio delle cubature, il mancato previsto prolungamento della metro A, l’inversione delle proporzioni tra pubblico e privato e la mancanza di case popolari rendono inaccettabile e fuori dai principi e dalle linee del NPRG la Centralità della Romanina, che in questo modo assumerebbe l’aspetto di un grande regalo alla rendita fondiaria e speculativa.

Ovviamente una Centralità metropolitana non si può reggere su funzioni così evanescenti e deboli.

Inoltre gli incontri tematici non hanno chiarito perché l’amministrazione centrale non voglia casomai incentivare la vera Centralità del quadrante sud-est, e cioè quella di Tor Vergata; un grande polo pubblico con funzioni pregiate (Università, Policlinico, Banca d’Italia, centri di ricerca, etc.).

Resta quindi non comprensibile come si possa continuare a chiamare “Centralità” un’opera che non sarà mai quel “magnete” o quel “fuoco urbano” che il NPRG prevede per ogni Centralità Metropolitana, ma che nella attuale forma renderebbe ancora più scadente la qualità di vita degli attuali residenti extra GRA e di quelli futuri previsti (circa 35-40.000 per un totale di 6.500.000 mc).

Riteniamo che la classe politica debba orientarsi verso un modello diverso e più moderno di città, uscendo da queste logiche speculative che arricchiscono pochi ma danneggiano molti.

Chiediamo quindi, come minimo, un ritorno alle previsioni e alle linee guida del NPRG, e che si parli di Centralità Metropolitane solo dopo aver definito le funzioni e le infrastrutture necessarie a dare senso allo sviluppo policentrico di cui la nostra città ha tanto bisogno.

 

CINECITTA’ BENE COMUNE

 

 

 

 

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