Mafia Capitale

SI VUOLE SCONFIGGERE LA CRIMINALITA’ O SVUOTARE IL MARE CON UN BICCHIERE?

Nuova immagine (2)Non si può parlare di lotta alla criminalità se non si affronta il problema della svendita dei beni comuni, delle privatizzazioni, senza puntare il dito contro chi impoverisce sistematicamente questa città. È sempre più sottile la linea che separa le attività criminali dalle attività economiche legalizzate e regolamentate. 

Il sindaco Marino, di ritorno dagli Stati Uniti d’America, si ricorderà bene la campagna pubblicitaria di una delle più grandi multinazionali americane: Just do it. Il sogno americano, dove ogni persona se vuole, può. Spesso, in periferia, per usicre dall’incubo della precarietà, questo modello si trasforma in grandi disavventure criminali, che non portano da nessuna parte, se non in galera. 

Una questione va sottolineata: la miniera della criminalità è da sempre il controllo del traffico della cocaina. Tutti gli altri traffici sono satelliti di questo grande affare, che getta nella disperazione le persone che vivono già in condizioni di sofferenza. La sfida è togliere terreno a questo commercio. Intanto diamo alcuni dati: ogni dose standard di “merce” costa allo spacciatore 10 euro e la rivende a 60. Ogni consumatore che acquista una dose al giorno, per un anno, arriva ad ingrassare le tasche dello spacciatore di circa 20 mila euro. Quindi ogni persona che viene tolta a questo meccanismo rappresenta un concreto risultato. Un piccolo spacciatore guadagna in un giorno quello che un giovane lavoratore fatica a guadagnare in un mese. Colpire la mafia significa togliere un cliente e uno spacciatore al grande narcotraffico internazionale.

Come si fa a fermare questa giostra? Creando ambienti ostili che arginano la richesta all’uso delle sostanze, facendo crescere consapevolezza e senso critico. La criminalità organizzata si sconfigge migliorando le condizioni di vita generali di chi abita la città, a partire dalle periferie, garantendo i diritti e le tutele per i più deboli, il lavoro, l’istruzione, lo sport e la cultura, i servizi e la casa, garantire un futuro prima di tutto. L’attuale politica istituzionale di questo non se ne occupa, sempre più lontana dai problemi reali dei cittadini, più occupata del destino delle banche e della finanza piuttosto che del benessere delle persone. A farlo sono le realtà sociali di questa città, solidali e cooperanti, antirazziste e conflittuali che rappresentano il vero antidoto alle mafie e alle speculazioni di ogni risma, che sostengono inoltre la legalizzazione delle sostanteze che sono in mano alla criminalità; sono le realtà che difendono il lavoro, il diritto alla casa, la scuola pubblica, i beni comuni, che si battono per un pubblico partecipato e trasparente, per uno sviluppo sostenibile e solidale che non lascia indietro nessuno, neppure i più deboli. 

Cocaina, speculazione e finta democrazia, dai nostri quartieri le spazzeremo via.

Rete Territoriale del VII Municipio. Cinecittà Bene Comune.

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