SALVIAMO LE ATTIVITA’ DEL COMMERCIO DI PROSSIMITA’ DI VIALE SAN GIOVANNI BOSCO

VOGLIAMO LAVORO REDDITO DIGNITA’ E SERVIZI

NO ALLA CHIUSURA DELL’OFFICINA POPOLARE

Da oltre 10 anni, Viale San Giovanni Bosco ha visto un impoverimento commerciale non solo causato dall’eccessiva apertura di centri commerciali e dalla crisi economica ma anche dalla gestione della Fondazione ENASARCO, la quale non rinnova i contratti di locazione, ultra quarantennali, aumentando l’affitto a prezzi fuori mercato.

Gli interessi che la Fondazione Enasarco ha, sono chiaramente speculativi, dove la messa in vendita è la soluzione. Ricordiamo che fino al 1996 ENASARCO è stato un ENTE pubblico, che grazie anche ai contributi dello stato ha dato l’opportunità a migliaia di famiglie di avere una casa e a piccoli commercianti e artigiani di vivere con la propria attività.

Oggi la Fondazione gestisce nel tratto di viale che va da Via Ponzio Cominio a Via Calpurnio Fiamma, ha lasciato 11 attività aperte 13 locali chiusi,su un totale di 24. Cosa che non avviene dal lato del Viale gestito da Inail che vede chiusi pochi locali a fronte delle molte attività aperte.

Questo per noi è il risultato della volontà di fare profitto privato che ha messo in atto la Fondazione ai danni dei piccoli commercianti e degli artigiani.

La Rete Cinecittà Bene Comune ha occupato 4 anni fa un locale chiuso e abbandonato da tempo, da cui è nato un progetto solidale, un’OFFICINA POPOLARE di multi mestieri, dove potere lavorare e costruire un minimo di reddito per un gruppo di disoccupati del quartiere.

Oggi questo progetto è sotto sfratto, la legalità afferma brutalmente che i rapporti sociali di vicinato, i lavori a basso costo o anche a contribuzione volontaria, non devono avere modo di proseguire.

La stessa legalità che in questi anni ha visto locali storici chiudere come a breve avverrà per il negozio di elettrodomestici, la stessa che permette l’incessante apertura di sale slot e compro oro.

Noi non ci stiamo, giovedì 7, segnaleremo le serrande chiuse, colorandole contro il grigiore di chi con in nome della speculazione e dei profitti privati, non ha alcun rispetto per chi lavora o per chi abita il nostro quartiere.

Vogliamo aprire immediatamente una trattativa con la FONDAZIONE ENASARCO per dare modo a Viale San Giovanni Bosco di tornare a essere un luogo realmente vissuto. Proponendo di rimodulare gli affitti per le vecchie e nuove attività commerciali e una sanatoria per l’OFFICINA POPOLARE che ci consenti di proseguire come IMPRESA SOCIALE la nostra avventura per produrre reddito e dignità.

Giovedì 7 alle 16,30 abbiamo colorato il Viale per dire che non siamo noi in torto ma una Fondazione che nel suo speculare sta facendo chiudere attività commerciali creando un deserto.

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