VOTA NO AL REFERENDUM SU ATAC

Cinecittà Bene Comune promuove per venerdì 2 novembre alle ore 19, presso il centro sociale Spartaco, un incontro pubblico per sostenere le ragioni del No al referendum su Atac che si terrà l’11 novembre.
Interverranno:
Paolo BerdiniAtac Bene Comune
-Vittorio Sartogo – @Ass. Calma
-Fabiola Bravi – USB Unione Sindacale di Base
-Cinecittà Bene Comune

Al termine ci sarà una cena sociale a cura della Trattoria Solidale Spartaco per finanziare il @Comitato utenti e Lavoratori in Difesa del Trasporto Pubblico.
Chi privatizza il trasporto pubblico colpisce i lavoratori e peggiora il servizio per gli utenti per favorire i profitti.
Battiamoci per un servizio del trasporto pubblico moderno, partecipato, trasparente e accessibile.

COMUNICATO

La mobilità è un diritto!
L’11 Novembre votiamo NO alla privatizzazione di ATAC!

I problemi del trasporto pubblico romano sono strutturali!

Sono dovuti all’aumento del fabbisogno di mobilità, dovuto alla crescente espansione degli insediamenti abitativi (con il doppio degli abitanti di Milano ed un territorio 7 volte più grande), al quale non ha corrisposto un potenziamento del trasporto locale. Negli ultimi anni Governo e Regione hanno drasticamente ridotto i fondi necessari agli investimenti, impedendo l’incremento del servizio e la flotta degli autobus. Da anni i finanziamenti sono ridotti all’osso e ATAC si ritrova con una delle flotte più vecchie d’ Europa: l’età media degli autobus è altissima (in media 12 anni) e le officine non riescono a smaltire la quantità elevata di guasti; su duemila vetture circa 700 sono ferme perché irreparabili. Gli autobus subiscono ritardi perché percorrono strade dissestate e trafficate, con solo il 5% di corsie preferenziali, in un territorio molto esteso e che conta circa 2 milioni e 500 mila abitanti.

Il privato già c’è e fa danni!

A Roma dal 2000 il 20% delle linee periferiche è in mano ai privati. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: nelle periferie gli autobus scarseggiano, le attese sono lunghissime e gli autisti sono costretti a lavorare più del dovuto e spesso senza stipendio, perché i padroni non investono nel servizio e nel personale. L’azienda privata, a differenza di quella pubblica, non ha l’obbligo di investire tutti gli utili nel servizio. Al contrario, continuando a godere dei finanziamenti pubblici, ha tutto l’interesse ad aumentare il proprio profitto, anche col rincaro del costo dei biglietti o con il taglio del servizio nelle zone meno appetibili, come le periferie.

La colpa non è dei lavoratori!

Gli autisti attualmente in servizio non sono sufficienti, perché le assunzioni in Atac sono ferme dal 2014. L’età media si è notevolmente innalzata e il lavoro usurante sta causando un aumento delle malattie professionali. Per garantire il servizio a pieno regime servirebbero almeno 2000 nuove assunzioni.

Il problema è la forma privatistica di ATAC e l’uso clientelare del servizio pubblico!

ATAC è una Spa in cui le voci dei lavoratori e degli utenti non possono farsi sentire, mentre l’azionista Comune ha pesato, troppo spesso con l’acquiescenza dei sindacati confederali, con l’uso dell’azienda e delle risorse pubbliche a fini clientelari, coltivando un management condiscendente e per lo più incapace. Da qui gli scandali, i disservizi, il danno per gli utenti.

Il trasporto pubblico è un diritto!

Già nel 2011 gli italiani si sono espressi in un referendum (con un esito plebiscitario) per mantenere pubblici tutti i servizi essenziali, compreso il trasporto.
I continui tentativi di alcune forze politiche di tradire la volontà popolare costeranno ai cittadini romani con il referendum dell’11 novembre circa 2 milioni di euro. Mentre i giornali danno la caccia a quelli che non pagano il biglietto (l’evasione rappresenta mediamente il 6%), non si dice che secondo le leggi vigenti le aziende del trasporto dovrebbero finanziarsi principalmente con il sostegno dello Stato.

Il trasporto pubblico fa bene a tutti!

Diminuisce il traffico con un netto miglioramento della qualità dell’aria; riduce drasticamente i tempi di percorrenza e migliora la viabilità; limitando l’uso del mezzo privato si ottimizza il risparmio per i cittadini e si rende la città più vivibile!

Per questo noi l’11 Novembre diciamo NO!

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