manifestazione regione lazio
Giù le mani dai fondi strutturali europei
Reddito, lavoro, casa e servizi

Da anni ci ripetono che non ci sono risorse per affrontare i problemi reali. Non ci sono fondi per salvare i posti di lavoro, per rilanciare i servizi, per curare l’ambiente, per pagare le pensioni, per il reddito minimo, per le case popolari, per la scuola pubblica, per gli asili nido, per la cultura, per la ricerca, ecc.
Ma per il periodo 2014-2020 la Regione Lazio ed il Comune di Roma disporranno rispettivamente di 1,077 mld e 3 mld di Fondi Europei ai quali andranno aggiunte le centinaia di milioni destinati per le aree metropolitane e tutti quelli che sono stati incapaci di spendere nel periodo appena concluso e che ancora sono disponibili. Questi Fondi devono essere messi a disposizione delle tante necessità collettive che caratterizzano i nostri territori poiché è inaccettabile che ancora una volta possano essere dilapidati in clientele o regalie alle imprese che non producono occupazione. Continua a leggere

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Roma come Atene: arriva la “troika” anche nella capitale. 

4GIE3CA4ZNSJVCASRO9OTCACFY6UNCAHEWTVMCAELB6OACALCXHH1CAW6EAJ9CA29PUU5CAOVX195CA4MU1FYCA7262DZCAIILKI2CAMJIXE3CAQ3MDFBCA4WAF7GCA4FZI41CA9WLOSNCAE0QDF9Martedì 18 marzo si terrà il Consiglio Comunale straordinario sul “Salva Roma”. L’Assemblea capitolina dovrebbe svolgersi secondo modalità diverse dal solito, aperta alla partecipazione della cittadinanza e delle associazioni.

Napolitano ha controfirmato il “decreto Enti Locali”, all’interno del quale all’art. 16 sono presenti le cosiddette misure “Salva Roma”; si tratta dell’ultimo attacco del Governo che con il ricatto del debito intende spianare la strada alle privatizzazioni e messa in vendita del patrimonio pubblico. Continua a leggere

I lavoratori e Cinecittà Bene Comune hanno contestato il Presidente Abete durante la prima romana dello spettacolo di Christian De Sica “Cinecittà”, in cartellone al Teatro Brancaccio. Lavoratori e comitati saranno in piazza il prossimo 19 marzo sotto la sede del Mibac per dire no a licenziamenti e speculazioni.

brancaccio 016

I lavoratori di Cinecittà e la rete territoriale di associazioni e comitati Cinecittà Bene Comune, durante la prima dello spettacolo di Christian De Sica dal titolo “Cinecittà”, lanciano la manifestazione per salvare gli storici studi di via Tuscolana dal piano di Abete, contestato durante l’evento, che prevede la dismissione delle attività cinematografiche per far posto a un piano che prevede 400.000 metri cubi di cemento per mansioni commerciali e di intrattenimento. Il 19 Marzo alle ore 15 è prevista la manifestazione sotto la sede del Ministero dei Beni Culturali per bloccare il piano di Abete e rilanciare un serio piano di sviluppo basato sul cinema e la cultura.

NO ALLA CENTRALITA’ ROMANINA

L’8 MARZO E’ UN GIORNO DI LOTTA ANCHE CONTRO LA CEMENTIFICAZIONE DEL TERRITORIO 

“lettera di Risposta delle donne di Cinecittà Bene Comune in riferimento ai manifesti affissi dal noto costruttore Sergio Scarpellini comparsi sui muri del VII municipio, inneggianti alla festa della donna e alla presentazione del nuovo progetto di centralità della Romanina presso le Ex Officine Marconi”

ex officine marconi

Carissimo signor Scarpellini,

perché carissimo sarà il prezzo che dovremo pagare  se verrà realizzata  la sua “Nuova Centralità Romanina”, che si mostra in perfetta sintonia e continuità con le politiche cementificatorie   servite solo a rimpinguare le tasche di voi palazzinari e non certo a rendere più vivibili i nostri quartieri.

Alla sua lezione di alta speculazione fondiaria noi rispondiamo con le nostre lezioni di alta democrazia partecipata e le ricordiamo che le donne di Cinecittà Bene Comune e dei Comitati di quartiere si sono già espresse più volte, e continueranno a farlo,

contro l’inutile mare di cemento che si abbatterà sugli ultimi spazi di territorio già stuprato da scelte sbagliate;

contro scelte politiche che non tengono conto delle reali esigenze delle cittadine e dei cittadini perché assoggettate agli interessi degli imprenditori.

ALLA CENTRALITA’ ROMANINA LE DONNE del VII MUNICIPIO RISPONDONO ancora una volta

NO GRAZIE!

OCCUPATO SIMBOLICAMENTE IL PRATONE DI TORRE SPACCATA CONTRO LA 
CEMENTIFICAZIONE E PER CHIEDERE LA REALIZZAZIONE DI UN PARCO PUBBLICO 
ATTREZZATO, UTILIZZANDO ANCHE I FONDI STRUTTURALI EUROPEI A DISPOSIZIONE DELLA 
REGIONE LAZIO.

parco di torre spaccataDomenica 2 marzo, al termine del carnevale di quartiere del Lamaro organizzato
dal csoa Corto circuito, la rete territoriale Cinecittà Bene Comune è entrata
con una folta delegazione all’interno della recinzione che chiude da sempre il
“Pratone di Torre Spaccata”. All’interno sono stati seminati alcuni semi di
fiori e di ortaggi di stagione e affissi alla rete alcuni striscioni di
denuncia. Il Pratone di Torre Spaccata rappresenta uno spaccato unico del
paesaggio dell’agro romano, è ricca di reperti storico-archeologici
importantissimi, alcuni risalenti all’età prestorica. Di fatto questa area
verde che collega i quartieri di Torre Spaccata , Cinecittà Est e Lamaro fino a
viale Togliatti, rappresenta una grande risorsa per tutto il quadrante
circostante già ampiamente congestionato dal traffico e dal cemento. L’area, di
proprietà privata (Fintecna), da anni è interessata col Piano Regolatore di
Roma da una colata di cemento di 600 mila metri cubi. A seguito dei
ritrovamenti archeologici e dell’immenso patrimonio paesaggistico e
naturalistico di inestimabile valore per la città, Cinecittà Bene Comune
chiede con forza una variante al piano regolatore e un azzeramento delle
cubature di cemento, nonché l’apertura e la realizzazione di un parco urbano
accessibile alla cittadinanza. Cinecittà Bene Comune dichiara di voler
continuare questa campagna di sensibilizzazione verso la cittadinanza e le
istituzioni competenti affinchè questa area venga annessa al vicino parco di
Centocelle in via di realizzazione, creando il parco più grande della capitale,
in modo da compensare i livelli di cementificazione a cui sono stati condannati
i quartieri popolari limitrofi. Inoltre ribadisce che sono a disposizione per
la realizzazione di questa grande opera di riqualificazione urbana che
interesserebbe ben 3 municipi di Roma (V,VI e VII) i Fondi Strutturali Europei
gestiti dalla Regione Lazio e da Roma Capitale. Nei prossimi mesi Cinecittà
Bene Comune  continuerà questa vertenza per l’apertura e la realizzazione del
parco anche in funzione di servizi di pubblica utilità di cui la popolazione ha
bisogno e in funzione della necessità di  creare nuova occupazione, visti i
livelli che sfiorano il 60 % di disoccupazione giovanile nel nostro
territorio.

Cinecittà Bene Comune

Luigi Abete non mantiene gli accordi

Arrivano i primi licenziamenti per i lavoratori di Cinecitta’ Studios

Cinecittà Bene Comune ha deciso di indire un’assemblea pubblica, martedì 4 marzo ore 17.30 nella sala rossa al quarto piano del Municipio ex-X in piazza Cinecittà 11, per discutere e cercare di trovare delle soluzioni di fronte ai licenziamenti in corso delle maestranze di Cinecittà Studios.  Prosegue infatti il processo di privatizzazione degli storici studi cinematografici di
Cinecittà.assemblea cinecittà studios
Attraverso lo sciopero e l’occupazione durati più di 80 giorni nel luglio
2012, le maestranze riuscirono a frenare l’attuazione del piano industriale del Presidente  Luigi Abete che prevede la trasformazione degli studi cinematografici in un luogo adibito all’intrattenimento tramite la costruzione di un albergo e di numerose boutique. L’accordo raggiunto fra la società e le parti sociali è comunque riuscito ad evitare l’espulsione dei lavoratori dal sito produttivo ma non lo spacchettamento di questi in tre società distinte, Cut, Panalight e Deluxe. Le rassicurazioni da parte della società sul fatto
che il provvedimento non fosse pensato in funzione dei licenziamenti ma rispondesse ad esigenze di riorganizzazione e razionalizzazione societaria si sono rivelate false. Sono infatti arrivati i primi 4 licenziamenti di Deluxe, non appena concluso il periodo in cui la società è stata di fatto obbligata a trattenere i lavoratori nel suo organico. I provvedimenti non sono stati dettati dalla crisi
del settore(che non c’è) ma a seguito nello spostamento delle commesse nelle sede londinese della Deluxe. Ne sono stati annunciati, durante l’incontro di martedì  18 Febbraio al Mibac, altri 40 sempre nel settore audio e video per il prossimo mese. E’ chiaro come il piano di Abete punti allo stravolgimento della mission
degli storici studi cinematografici e sacrifichi quella ricchezza enorme
racchiusa nelle competenze ed abilità delle maestranze.