Raccolta firme per AMA

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Fermiamo il disastro rifiuti a Roma

–  Cinecittà Bene Comune ha avviato la raccolta firme per la delibera di iniziativa popolare DELIBERIAMO  ROMA / MI RIFIUTO per una gestione dei rifiuti decentrata, pubblica e partecipata.

1) NUOVI POTERI DI CONTROLLO AI PRESIDENTI E AI MUNICIPI

Oggi sui rifiuti tutte le decisioni gestionali anche di livello territoriale sono accentrate nelle mani di pochissime persone nell’assessorato capitolino e nel dipartimento ambiente, mentre i quindici municipi non hanno alcun potere né di controllo né di gestione diretta. Parliamo di Municipi che sono pari a grandi capoluoghi di provincia o di regione, dai 130.000 abitanti del Municipio Roma VIII – Eur Laurentino pari alla Città di Salerno ai 310.000 abitanti del Municipio Roma VII – Appio Tuscolano pari alla Città metropolitana di Bari!

2) PARTECIPAZIONE POPOLARE E OSSERVATORI VERSO RIFIUTI ZERO

Il percorso di iniziativa popolare da noi avviato nel 2012 “Roma verso rifiuti zero”, risultato approvato con la Delibera capitolina n. 129/2014, è rimasto del tutto inattuato nonostante la conferma della sua validità con memoria di giunta del 2016 dell’ex assessora Montanari. Il dato oggettivo dell’attuale incapacità gestionale della giunta Raggi è dato da l’obiettivo di Raccolta Differenziata lasciati dalla giunta Marino nel 2013 al 43% e che dopo tre anni risulta ancora fermo al 45%! Di fatto quasi nulla è stato fatto sul piano dell’autosufficienza impiantistica da parte di AMA, nessun piano di riduzione dei rifiuti è stato attuato né è stato avviato il percorso di partecipazione popolare con gli Osservatori verso rifiuti zero municipali e con quello comunale di raccordo. A fronte di questo dato ad oggi sono stati spontaneamente costituiti su nostro impulso gli Osservatori verso Rifiuti Zero nel Municipio Centro e nel Municipio VIII, mentre risulta costituito su principi estranei alla Delibera AC 129/2014 quello nel Municipio VII.

3) RIORGANIZZAZIONE SU SCALA MUNICIPALE DI AMA S.P.A.

La mega struttura di AMA S.p.A., con 7.800 dipendenti di cui 6.700 come operatori, non riesce a fare fronte allo svolgimento dei servizi pubblici di gestione rifiuti, di spazzamento stradale e di igiene urbana per diversi motivi tra cui anche quelli legati a l’inefficienza dei mezzi. A fronte di un bacino pari a 2.800.000 utenze e ad un flusso di entrate annuali dalla Ta.Ri. di circa 720.000.000 euro la gestione del personale incide per il 50% pur non riuscendo a fornire i servizi per cui è pagata. I restanti 360.000.000 euro sono assorbiti dai costi per la gestione interna dei rifiuti, tenendo conto che AMA tratta in proprio solo il 20% dei rifiuti raccolti, e da l’affidamento in appalto del restante 80% del trattamento dei rifiuti prodotti! A fine 2018 sono stati appaltati da AMA per due anni sia il trattamento dei Rifiuti Indifferenziati per 225 Milioni che quello dei Rifiuti Organici per altri 57 Milioni!

4) UN NUOVO PIANO INDUSTRIALE SOSTENIBILE PER AMA S.P.A.

Riteniamo indispensabile che AMA S.p.A. predisponga un nuovo Piano industriale che parta dalle linee di indirizzo già contenute nella Delibera AC n. 129/2014, con esclusione di inceneritori o produzione di combustibile dai rifiuti, ribadite con maggior dettaglio nella presente nuova proposta di delibera di iniziativa popolare:

– realizzare l’estensione generalizzata della raccolta differenziata con modalità porta a porta,

– attuare un concreto Piano di riduzione dei rifiuti urbani a partire da un programma di educazione scolastica e civica e che passi da un accordo con la rete commerciale di distribuzione;

– costruire la rete di piccoli impianti di riciclo e compostaggio per le frazioni differenziate distribuita in tutti i Municipi, con una specifica previsione per la Città storica, e posizionare gli impianti per le frazioni indifferenziate fuori dai centri urbani;

– costruire le strutture di supporto alla raccolta domiciliare in tutti i quartieri, dalle cosiddette “isole ecologiche” o centri di raccolta per i rifiuti ingombranti o pericolosi sino ai centri di riuso e riparazione per i beni usati che non sono rifiuti;

– nei Municipi dove l’estensione della raccolta differenziata porta a porta è realizzata, introdurre il passaggio dalla tassa Ta.Ri. alla tariffa “puntuale” basata non più sulla superficie abitata ma su quanto rifiuti “non riciclabile” viene consegnato dagli utenti.

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